martedì 16 agosto 2016

Alice a testa in giù




Parigi, 02 Agosto 2016
Tempo: incerto
Lettura: Alice a testa in giù
Autore: Cristina Origone
Casa editrice: Delos digital
Giudizio: voglio urlare

Caro diario, sono sconvolta.
Sì, a causa del libro che ho appena letto, sono sconvolta. Per tanti motivi. Ora provo a trovare una parola per descriverlo. Perché mi verrà in mente una parola abbastanza efficiente per descrivere cosa ho appena letto,  no? O magari, giunta alla fine di questa recensione, avrò pur trovato qualcosa!
Vediamo...
Innanzitutto si tratta di una storia che io potrei definire pericolosa. Si, perché non è neanche una storia sola, bensì due. Ma non solo!! Sembrano essere addirittura due persone a scrivere, non la stessa. Sembrano due scrittrici: una a descrivere la personalità di Alice e una quella di Mia. Alice e Mia, sì. Due storie, due realtà completamente diverse.
Pare.

Sì, pare, perché alla fine le loro due vite arrivano ad assomigliarsi sempre di più man mano che il libro va avanti, fino ad apparire come due rette parallele che però finiscono con l’intersecarsi. E ci riescono. No, non stiamo stravolgendo le leggi della geometria, semplicemente l'autrice ha fatto in modo di darci questa illusione per poi stupirci. Ma non starò a concentrarmi su questa intersezione, perché non voglio togliervi la sorpresa, solo vi dico... Aspettatevela. Aspettatevela perché ci sarà. Quando parla Alice non si capisce dove finisca il racconto e dove cominci il suo discorso diretto, un modo di scrivere credo quasi GENIALE che vuole creare confusione nel lettore, la stessa confusione che Alice ha nella sua testa. Possiamo percepirla e viverla in prima persona. Alice costringe il lettore ad una concentrazione maggiore rispetto ai momenti di Mia, perché bisogna stare molto attenti a dove appunto inizia il discorso diretto o il suo pensiero. È una lettura frenetica, agitata, nervosa, proprio come lei. Mentre quando arrivavano i momenti di Mia  respiravo. Lì tutto è più delineato. Mia sembra davvero più ordinata mentalmente rispetto ad Alice e racconta la sua storia, la gravidanza indesiderata e poi voluta disperatamente, i suoi pensieri che diventano quasi realtà a volte, una realtà illusoria che non la aiuterà a vivere meglio, anzi... La porterà quasi alla pazzia. Anzi, toglierei il quasi. Ho trovato la storia di Mia tra l'altro più interessante rispetto a quella di Alice, diciamo che preferivo quei momenti. Alice sembra pazza ma non lo è. Mia sembra sana di mente ma non lo è.
È altalenante, riesce sempre a tenere sveglia la concentrazione e l'attenzione, c'è un campanello di allarme in ogni riga, non un momento morto, ogni parola sembra ESSENZIALE per non perdere completamente il filo del discorso. Non puoi perdere una sola congiunzione, che sarebbe fatale. Senti davvero una pistola puntata alla tempia mentre leggi...
Caro diario, ti costringe ad arrivare alla fine il più presto possibile, perché hai anche il terrore di perdere qualcosa se dovessi chiudere il libro, di perdere la frenesia che questa lettura ti dà. Comunque non puoi chiuderlo questo libro, non puoi anche solo per la curiosità che ti mangia dentro, perché tu SAI che c'è qualcosa di più, lo sai. Lo sai che non può essere tutto scritto a caso, sai che qualcosa che unisce le due storie ci deve essere e che ci sarà, prima o poi. Fino a che non arriva anche il dubbio che ti sussurra nell'orecchio "no, sono davvero due rette parallele". Non dirò di più, io non voglio dire nulla della storia, voglio che le persone prendano questo libro e che lo leggano con la stessa passione con cui l'ho letto io, voglio che la sorpresa rimanga nel lettore, voglio che la passione che mi ha presa ad ogni riga prenda qualsiasi altro lettore.
Bipolare, ecco la parola. Una storia bipolare.
Non perdertela, per respirare c'è tempo, prima finisci di leggere, ne vale davvero la pena.
Angela

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DOVE ACQUISTARE : Alice a testa in giù

1 commento:

  1. Grazie per la bella recensione! Complimenti a tutti voi per il vostro blog e per la passione con cui scrivete le recensioni.:)

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